Lhasa e dintorni
Lhasa è la prima tappa in Tibet, a circa 3650 metri di altitudine. Il Palazzo Potala, il Tempio Jokhang e il Barkhor sono concentrati in città e si prestano a due-tre giorni: un giorno per l'acclimatazione e le visite in città, un giorno per il Potala e il Jokhang, un giorno per il Barkhor e i monasteri vicini. Il primo giorno si consiglia di rallentare e evitare attività intense.
Direzione Shigatse
Da Lhasa verso ovest, passando per il lago Yamdrok e Gyantse, si raggiunge Shigatse; lungo il percorso si vedono laghi d'altopiano e ghiacciai, e il monastero di Tashilhunpo è la principale attrazione. Questo itinerario richiede di solito tre-quattro giorni; se si prosegue verso l'Everest serve il permesso di frontiera.
Direzione Nyingchi
Da Lhasa verso est lungo la strada Sichuan-Tibet si raggiunge Nyingchi, a altitudine relativamente più bassa e con vegetazione rigogliosa, chiamata la Cina del sud del Tibet. Il lago Basum, la gola dello Yarlung Tsangpo e il Namcha Barwa sono le mete più comuni, con itinerari di solito di tre-cinque giorni. L'altitudine più bassa rende Nyingchi adatta come tappa di adattamento dopo il primo arrivo in altopiano.
Direzione Namtso
Il Namtso si trova a nord di Lhasa, con superficie del lago a circa 4700 metri; si organizza di solito un andata e ritorno di uno-due giorni. La zona del lago è ad alta quota e con forti escursioni termiche; per il pernottamento occorre prestare attenzione al caldo e al mal di montagna; chi ha funzioni cardiopolmonari deboli dovrebbe preferire l'andata e ritorno in giornata o evitare il pernottamento.
Corrispondenza tra itinerari e pratiche
Per attività solo a Lhasa, nella città di Shigatse, a Nyingchi e in altre aree ordinarie basta di solito il permesso per il Tibet; per l'Everest, Ngari, Yadong, Zhangmu e altre direzioni di confine serve un permesso di frontiera separato. Nel definire l'itinerario si consiglia di verificare subito se tocca zone di confine, per organizzare le pratiche insieme.